Ghostwriting

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Fantasma, ombra, occulto: la traduzione italiana corrente (e corretta) di ghostwriter ha sempre un che di sinistro. E in fondo di biasimevole. Preferiamo usare una traduzione libera (e impropria), che a nostro avviso esprime meglio l’essenza di questo lavoro: lo scrittore-anima. O meglio ancora, l’anima dello scrittore. Non lo facciamo solo per riabilitare un mestiere spesso ritenuto una sorta di “meretricio” dell’editoria. Siamo davvero convinti che un buon ghostwriter debba saper interpretare l’autore, dargli voce come l’attore fa col personaggio.

All’ombra dell’ultimo autore
Il ghostwriter è lo scrittore che c’è ma non si vede, quello che scrive un libro (o un saggio breve, un articolo) al posto di qualcun altro che poi firmerà il testo e apparirà in pubblico come l’autore dello stesso (mentre il primo rimarrà anonimo per contratto). Il ghostwriting è una pratica conosciuta e diffusa nel mondo dell’editoria più di quanto il lettore medio immagini: molti autori “seriali” di successo (e i loro editori) si avvalgono di professionisti della scrittura per tenere certi ritmi di pubblicazione. Molti personaggi divenuti celebri per i meriti più disparati (ma non letterari) pubblicano le proprie vite, gesta e opinioni in virtù di un regolarissimo accordo con un “ghost” e un editore.

Interpretazioni di successo
A rendere veniale questa finzione nei confronti del lettore c’è solo l’abilità dell’autore-ombra: come una sorta di ventriloquo, il ghostwriter deve far parlare (scrivere) l’autore con una voce credibile, adatta a lui. Non può scrivere le ricette segrete di uno chef stellato con lo stile di un dietologo, né le memorie di un calciatore con il tono di un economista (e viceversa, per rendere giustizia a dietologi e calciatori). E soprattutto non può inventare: il ghost studia, raccoglie informazioni, parla con l’autore. Non crea, rielabora. Come un editor esperto, con la differenza che davanti a sé, invece che un dattiloscritto su cui intervenire, ha un foglio bianco.

Una soluzione per molti
Il ghostwriter è una soluzione per molti: per l’editore che vuole “vendere il nome” di un personaggio famoso trasformandolo in un autore, il quale però non ha voglia, tempo o capacità di scrivere; e per chiunque, con gli stessi impedimenti, voglia affacciarsi all’editoria o semplicemente lasciare un segno scritto (di un certo peso) nel mondo. È forse l’unico caso in cui dire “ti scrivo l’autobiografia” non è una contraddizione in termini.