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L’uomo si è seduto con le mani sulle orecchie

 12.00

Pagine: 96
Prima edizione: 04/2017
ISBN: 978-88-99575-10-6

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Descrizione

La poesia dovrebbe lasciarci insoddisfatti, disperatamente bramosi di altri versi, e infischiarsene completamente.

«Annoto l’indescrivibile bellezza della fragilità,
descrivo il prezioso mancamento,
l’inimmaginabile purezza della precarietà
di spirito.
E si è soli ancora.
E si ritorna a esser un’unica moltitudine».

Sul filo dell’incoerenza umana, che per il poeta è invece coincidentia oppositorum, si risolve la riflessione di Riccardo Zippo. Il disincanto che annienta la vita, la poesia che sopravvive alla morte ed è morte essa stessa, l’amore claudicante che ricuce e strappa, che medica e infetta: «Siamo lenzuola su di un letto / nudo / due solitudini come le nostre / in così poco spazio son tempeste poderose». Solo l’amore può, come la poesia, cogliere «al di là della presa di coscienza». Solo l’amore può, perché accosta l’immortale sofferenza di Zippo, poeta fra i poeti, al nulla, permettendo a lui per primo, e a quei pochi tra noi che lo comprendono, di non badare più alla «destinazione, / poiché non ci porremo più di andare».

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