Lettura critica

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Il mondo è pieno di aspiranti scrittori. Se esiste un “delta” tra loro e quelli che lo diventano davvero, quasi sempre il merito (o la colpa) è di un professionista che ne ha letto i dattiloscritti. La valutazione di un testo è un passaggio iniziale e cruciale nel percorso che porta dal lavoro dell’autore al prodotto editoriale. Richiede tempo, competenza e sensibilità. E non sempre, nella complessa organizzazione della produzione, ha lo spazio che merita.

Un occhio per tutti i generi
La lettura critica è un’operazione essenziale non solo per la narrativa – dove il più delle volte il talento dell’autore è intuibile dalle prime pagine – ma anche per la saggistica e la manualistica (accademica, professionale, tecnica), settori purtroppo ricchi di esempi di come non deve essere organizzato e scritto un libro, specialistico o divulgativo che sia. Purtroppo non basta un esperto (di una materia) per fare una buona pubblicazione (su quella materia). Un brillante informatico può non essere un buon comunicatore della sua competenza tecnica. Un raffinato giurista può non padroneggiare la scrittura di un testo divulgativo. Del resto, il compito dell’esperto è essenzialmente quello di garantire il contenuto dell’opera, la sua originalità e attendibilità.

Una selezione necessaria
Il compito dell’editore, invece, è quello di soppesarne il valore: letterario, scientifico, didattico, a seconda del genere. E quasi sempre, ci piaccia o no, il valore commerciale. Per far questo servono figure che sappiano analizzare un testo, capirne le virtù e i difetti, proporre modifiche, promuoverlo presso l’editore o, se è necessario, “bocciarlo”.

Un aiuto all’autore
La valutazione di un testo non è un servizio rivolto solo agli editori, ma può essere richiesto anche dagli stessi autori: scegliere di far valutare il proprio scritto da un occhio professionale “terzo” prima di presentarlo all’editore, accettando critiche e suggerimenti, significa avere più chance di essere pubblicati.

Insomma, “è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo”. Noi lo facciamo. D’altronde il rischio di privare il mondo di un’opera memorabile è decisamente più basso di quello di invadere le librerie o il web con testi mediocri.